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6 Motivi per Non fare il musicista

So che vorresti entrare nel mondo della musica e dell’industria dell’intrattenimento. Ma perché? Quale obiettivo vuoi raggiungere in questo settore che richiede alta professionalità ed è pure molto competitivo?

Sei motivi per non fare il musicista

Se quello che ti muove, nel diventare un artista musicale o un professionista della musica, è uno dei motivi che ti andrò ad elencare forse faresti meglio a rifletterci bene prima di fare delle scelte che potresti pagare a caro prezzo. Quindi:

Perché vuoi fare l’artista musicale?

Perche voglio diventar ricco.

Nell’industria discografica girano paccate di soldi. Veramente fatturati da paura. Il problema è che per mettere le mani su questo vortice di denaro non è facile. Invece è molto facile cadere nella ruota del criceto e rimanere stritolati da un meccanismo creato per arricchire i fornitori di servizi (etichette, DSP, agenzie stampa, manager etc.) a scapito degli artisti. Se vuoi arricchirti con la musica devi conoscere bene tutti gli aspetti del business musicale.

Perché voglio diventar famoso.

Se hai il pezzo giusto e la grinta necessaria  diventar famosi in questi giorni è sicuramente più facile di qualche decennio fa. Ma poi? Niente è più effimero della fama e della gloria. Tra l’altro, la fama non sfama. E quando le luci della ribalta si spengono, o si puntano su un nuovo arrivato, se non hai costruito la tua popolarità su qualcosa di concreto, beh, non vorrei trovarmi nei tuoi panni.

NON MI PIACE STUDIARE

Se parti dal presupposto che la musica è una Disciplina-Artistica capisci bene che intraprendendo il percorso di artista musicale tu stai imboccando una strada fatta di studi continui, di esercitazioni, di ricerca e di tutte quelle cose che servono per restare a galla in un settore creativo in continua evoluzione.

Perché non voglio morire in ufficio

Hai ragione! Non c’è niente di più noioso che starsene seduto alla scrivania a smazzar carte e documenti. Che è esattamente quello che fa, che dovrebbe fare, un musicista professionista per gestire con criterio tutta la sua amministrazione legata a contratti, royalty, leggi sul diritto d’autore, moduli SIAE etc. etc.

Perché non mi piace lavorare in fabbrica

Come ti capisco. Non c’è nulla di più noioso di avere una vita legata ad orari prussiani in un contesto dove devi perennemente conto del tuo operato. Che poi è esattamente quello che viene richiesto ad un artista musicale: professionalità, puntualità, produttività.

Perché voglio dar libero sfogo alla mia creatività

Giustamente. Il musicista è innanzitutto un artista. Una persona che manipola il suono per tirar fuori emozioni ed emozionare. Ma non dimenticare mai che vivi in un modo regolato da un’economia di mercato che ha delle regole che prima o poi faranno a cazzotti con la tua libertà creativa. Dovrai tenerne conto e magari scendere a compromessi. Ma anche qui, se si diventa molto bravi, ci si potranno togliere delle soddisfazioni.

Se stai muovendo i primi passi nel mercato musicale, se vuoi farlo con il piede giusto, evitando le trappole del sistema e con un approccio che ti impedirà di fare gli errori più comuni dei principianti, io sono a disposizione. Scrivimi senza timore.

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Un marketing di cui andare fieri. Con i suoi libri Seth Godin ha ispirato milioni di lettori, professionisti, imprenditori e appassionati di marketing. Oggi racchiude il cuore della sua visione in un manifesto fresco, rigoroso e diretto.“Il marketing è tutto intorno a noi” dice Godin “ed è ora di farne un uso migliore.” È ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere i problemi della propria azienda e di cominciare a usare il marketing per risolvere i problemi della gente. È ora di smetterla di raccontare frottole, inondare di spam le caselle di posta dei clienti e sentirsi in colpa per il proprio lavoro. È ora di smetterla di confondere le metriche dei social media con le autentiche relazioni. È ora di smetterla di spendere soldi per rubare un minuto di attenzione al cliente. Fare marketing vuol dire migliorare il mondo. Il vero marketing affonda le sue radici nella generosità, nell’empatia e nella partecipazione emotiva. Fare buon marketing significa identificare la più piccola nicchia di mercato capace di sostenere il proprio business. Costruire fiducia e consenso. Adottare le narrazioni già in uso tra i propri clienti. Trovare il coraggio di creare e alleviare la tensione. E soprattutto dare agli altri strumenti, storie e percorsi che li aiutino a raggiungere i propri obiettivi.

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Musica e immagine: un’IA non ti salverà.

C’è una cosa che distingue le auto produzioni degli artisti musicali esordienti dalle produzioni più professionali: la qualità delle copertine, e l’avvento dell’IA generativa non è certo servito a migliorare la situazione. Ti basta un breve scrolling su Spotify per scoprire un’infinita serie di brillanti immagini anonime, standardizzate e prive di una loro originalità.

Musica e Immagine: un'IA non ti salverà

In un progetto musicale, la copertina, ma più in generale tutto l’impianto grafico che supporta la diffusione dell’opera musicale, singolo o album, è un aspetto fondamentale perché è l’unico modo che si ha per attirare con un colpo d’occhio, l’attenzione dell’ascoltatore. Ma non c’è solo questo.

Se mi segui da un po’ di tempo, avrai capito che le dinamiche di fruizione della musica rendono molto difficile posizionarsi nella testa degli ascoltatori. Per essere riconosciuti e ricordati, produrre buona musica non basta, troppe sono le distrazioni.

Nel flusso costante di suoni e immagini in cui viviamo, per l’artista emergere con i propri tratti distintivi richiede molta cura e coerenza, sopratutto richiede delle scelte di stile consapevoli che accompagnino degnamente il percorso artistico musicale che si sta intraprendendo: così vale per la musica, così vale per come la si confeziona.

La costruzione della propria immagine artistica, la confezione del proprio prodotto musicale richiedono lo stesso impegno e la stessa cura che impieghi nel realizzare la tua musica. L’artista musicale che non tiene conto di questo aspetto è destinato a rimanere ai margini del mercato.

Seguire gli artisti esordienti in questo passaggio, aiutarli ad esprimere graficamente la loro musica e la loro immagine, aiutarli a costruire una loro personalità visiva è una delle attività in cui più spesso vengo coinvolto.

Se sei pronto a fare un salto di qualità nella tua esposizione al pubblico, contattami senza impegno. Anche solo per una valutazione gratuita.

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Perché applicare il branding alla musica

Il valore del tuo brand, del tuo nome, di come il pubblico ti conosce e ti ricorda, non è un numero astratto, ma una leva strategica fondamentale che determina il tuo successo sul mercato. La questione non è solo quanto vale un marchio, ma come si costruisce e si sfrutta il suo valore per generare profitto e fedeltà tra gli ascoltatori.

Perché applicare il branding alla musica

Perché il valore del brand conta davvero?

Immagina di dover scegliere tra due prodotti o servizi simili: uno con un nome riconosciuto e uno senza una forte identità. Per quale sei disposto a pagare di più? Questo è il primo segnale di quanto un marchio influenzi il comportamento d’acquisto. Il valore della marca si traduce in un vantaggio competitivo capace di sostenere prezzi più alti, fidelizzare clienti e proteggere dalla concorrenza.

In generale, vengono identificate almeno quattro teorie principali per misurare il valore di un brand:

  1. Differenziale di prezzo: Quanto i consumatori sono disposti a pagare in più per un marchio rispetto a un concorrente anonimo?
  2. Impatto del nome sul consumatore: Il potere del nome del brand nell’influenzare la preferenza d’acquisto. Nel nostro caso la preferenza d’ascolto.
  3. Costo di sostituzione: Quanto costa creare un marchio nuovo con lo stesso valore di uno esistente?
  4. Profitti futuri: Quanto il brand contribuirà ai guadagni nel lungo periodo?
La fedeltà del cliente: la vera moneta del brand

Uno degli aspetti più importanti è la fedeltà del cliente. Se un ascoltatore torna ad ascoltare la tua musica, a godersi un tuo live senza guardare le offerte della concorrenza, hai già vinto la partita. Un brand forte non solo attira clienti, ma li trattiene, riducendo il rischio di perdere quote di pubblico a fronte di variazioni di prezzo o strategie aggressive dei competitor.

Il ruolo del marketing musicale nel branding

Nel settore musicale, il valore del brand è ancora più evidente. Gli artisti non vendono solo canzoni, vendono un’identità, un’emozione, un’esperienza. I fan non seguono solo la musica, ma la storia e il messaggio dietro al brand dell’artista. Da qui l’importanza di una strategia di marketing che costruisca un’identità solida e riconoscibile.

Come puoi sfruttare queste strategie?
  • Chiediti: il pubblico sarebbe disposto a pagare di più per il mio prodotto rispetto a un concorrente? Se sei un esordiente, chiediti se il pubblico sarebbe disposto a pagare un bigllietto per venirti ad ascoltare.
  • Se sei un musicista o un professionista dell’industria musicale, lavora sulla tua identità di marca come faresti con un’azienda: coerenza, storytelling e valore percepito sono fondamentali.
  • Analizza la tua base di clienti: quanto sono fedeli al tuo brand? Quanto sei vulnerabile alla concorrenza?
Il valore del tuo brand sta crescendo o diminuendo?

Costruire un brand significa costruire un rapporto di fiducia con il pubblico e con i professionisti del settore. Significa trasmettere e comunicare questo status raggiunto con duro lavoro e con serietà professionale. Quali strategie stai adottando per aumentare il valore del tuo brand? Condividi la tua esperienza nei commenti!

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Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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Sull’identità di un artista musicale.

La brand identity per un artista musicale non è solo un logo ben disegnato, una grafica o una palette di colori accattivante: è il suo DNA, il cuore pulsante che guida ogni interazione con il pubblico. Quando costruisci la tua identità artistica devi anche tener conto che il pubblico potrebbe non percepirla desideri. Ecco il dilemma centrale che ogni stratega di marketing deve affrontare: chiudere il gap tra come l’artista si vede e come viene visto.

Sull'identità dell'artista musicale

Capire l’identità artistica

L’identità artistica che trasmetti al pubblico si basa su sei pilastri:

  1. Cultura: Racchiude la tua visione, il tuo progetto artistico e della tua storia, questo è un primo elemento di differenziazione;
  2. Valori: Le cose in cui credi guidano le tue scelte e costruiscono una connessione emotiva e morale con il pubblico;
  3. Mission: Esprime la tua volontà, le tue motivazioni e ambizioni, definendo il tuo impegno verso i tuoi fan e l’ambiente musicale;
  4. Personalità: Non temere di far percepire la tua personalità, ti renderà più unico e riconoscibile;
  5. Visual Identity: Include tutti gli elementi tangibili (nome, logo, colori) che enfatizzano la tua identità anche come marchio;
  6. Essenza: Devi sintetizzare un distillato dei tuoi valori e obiettivi a lungo termine. Sarà il faro che illuminerà la tua rotta.

Esiste un segreto per per una brand identity vincente?

La tua identità artistica deve riflettersi nel modo in cui ti esponi pubblicamente: nelle foto, nei video, nei live, nelle interviste. Questa immagine che vai a creare è il riflesso che si vede nello specchio del pubblico. La chiave per allineare queste due dimensioni è la coerenza, che però va coltivata con flessibilità strategica.

Cultura e valori non sono solo parole.

Dichiarazioni di valori generiche, senza un reale impegno, non portano molto lontano. La sincerità è d’obbligo.

La mission ti deve ispirare.
Non deve essere una frase da incorniciare in ufficio. Deve essere un tuo punto di riferimento e un messaggio chiaro per il pubblico.

La personalità è il tuo vantaggio competitivo.
In un mercato saturo come quello musicale, il pubblico cerca autenticità. Dovrai essere onesto, prima di tutto con te stesso e diventare una persona con cui le persone vorranno interagire: solida, simpatica, affidabile o cortese.

La visual identity non è un optional.
Investire in un design coerente è essenziale per la riconoscibilità. Ma non fermarti lì: anche il tono di voce nei testi e le esperienze offerte devono riflettere l’identità visiva.

E se qualcosa non funziona?

Ti sei mai chiesto perché il pubblico non ti vede come vorresti? Forse stai comunicando il messaggio sbagliato o, peggio, non stai comunicando affatto. Ecco alcune domande pratiche da porti subito:

  • La tua comunicazione riflette realmente i tuoi valori e la tua mission?
  • I tuoi contenuti digitali (social media, sito web) sono allineati alla tua personalità artistica?
  • Hai mai indagato o chiesto come il pubblico ti percepisce

Non aspettare che il tuo pubblico capisca il tuo brand da solo. Fai un audit della tua brand identity:

Cosa puoi fare oggi?

  1. Analizza i tuoi sei pilastri. Sono solidi e coerenti?
  2. Chiedi feedback al tuo pubblico. Cosa vede quando pensano a te?
  3. Adatta il tuo messaggio per riflettere al meglio la tua essenza.

Ricorda: La tua identità artistica non è solo ciò che dici di essere, ma anche ciò che il pubblico percepisce di te. Posizionarsi correttamente e permanentemente nei suoi pensieri, essere un punto di riferimento, è essenziale e non rinunciabile.

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L’unica guida PRATICA in Italia che permette agli Artisti di costruirsi delle basi solide per rendere sostenibile e duratura la propria carriera musicale. Non è la semplice lettura che ti spiega come aumentare la visibilità, bensì è un manuale passo passo che ti aiuta a costruire un Brand, gestire ogni ambito della carriera musicale, capire quali fonti di entrata devi generare e il come farlo. È un vero e proprio corso che consente agli artisti di trasformare la propria passione in un lavoro passando dalla creazione di un Brand, alla gestione della fanbase fino ad arrivare alla monetizzazione musicale.Vivere di musica non sarà più solo un sogno grazie alle nozioni e gli esempi pratici riportati che hanno permesso già a decine di artisti di creare un’identità unica raggiungendo i propri obiettivi.

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Contro l’AI serve un brand

La musica creata con intelligenza artificiale generativa sta invadendo le app di streaming, artisti e band senza volto stanno occupando spazio in un mercato già saturo di suo. Come se non bastasse, la stessa Spotify ha caricato brani creati da artisti fantasma per diluire la quota di royalty da distribuire.

Contro l'AI serve un brand

In questo contesto, per poter emergere ed distinguersi, per l’artista musicale è indispensabile appoggiarsi a quelle tecniche di marketing che lo aiuteranno a posizionarsi nella mente del pubblico. In breve, l’artista deve diventare un brand di riferimento nel suo genere o contesto musicale.

Il brand non è solo un logo, un nome o un simbolo: è il cuore pulsante di ogni strategia di marketing che funzioni. È quell’elemento intangibile che trasforma un prodotto in un’esperienza, e un’esperienza in un ricordo indelebile. Ma come si costruisce un brand, meglio dire come si diventa un brand, che spicca in un mare di concorrenza? E perché è così importante oggi, anche nel mondo musicale?

La storia del brand: da marchio a personalità

Il concetto di brand, di marca, si è evoluto in una sofisticata scienza. Negli anni ‘20, il brand è diventato uno strumento per differenziare prodotti basati su qualità intangibili come affidabilità e garanzia. Ma è negli anni ‘80, grazie a Jacques Séguéla, che il brand ha assunto una dimensione più profonda: non più solo un’etichetta, ma una persona con un’anima, un carattere e uno stile ben definiti.

Questa visione tripartita, fisico, carattere e stile è oggi fondamentale per chi fa marketing. Un brand non è solo il prodotto che vendi, ma come lo comunichi, come viene percepito e che emozioni suscita.

Perché il branding è cruciale (anche nella musica)

Oggi il brand è un codice interpretativo per il consumatore: è ciò che permette a un individuo di identificarsi in un gruppo, distinguersi dagli altri e sentirsi parte di una comunità. Questo vale per le aziende, ma anche per artisti, band e musicisti.

Come musicista, fermati a riflettere:

  • La tua immagine è coerente con i tuoi valori?
  • Il tuo stile musicale viene percepito come autentico?
  • Stai comunicando un messaggio chiaro al tuo pubblico?

In un mercato saturo di contenuti musicali e infinite offerte di intrattenimento, l’attenzione del pubblico è sempre più labile. Per questo, costruire una connessione emotiva con il pubblico è vitale.

Come creare un brand musicale memorabile

Creare un brand musicale non è diverso dal costruire un brand aziendale. Ecco i punti chiave:

  1. Identità chiara: Definisci chi sei come artista. Quali sono i tuoi valori fondamentali? Qual è la tua missione?
  2. Immagine forte: Il tuo logo, i tuoi video, le copertine degli album e persino il tuo modo di comunicare sui social media devono raccontare una storia coerente.
  3. Posizionamento unico: Cosa ti distingue dagli altri? Qual è la tua proposta unica?
  4. Connessione emotiva: Non vendere solo musica, vendi un’esperienza. Pensa a come puoi creare un legame con il pubblico.
L’importanza della gestione strategica

Il branding non è un’attività una tantum. È un processo continuo che richiede adattamento e strategia. Una gestione ottimale del brand e di quello che rappresnta, può allungarne il ciclo di vita all’infinito, rendendola resistente alle crisi e capace di influenzare le scelte del pubblico.

Per ottenere questo risultato:

  • Adotta un’ottica di lungo periodo: Non puntare solo sul successo immediato, ma costruisci una base solida per il futuro.
  • Coinvolgi gli stakeholder: Che tu stia collaborando con altri artisti, produttori o piattaforme di streaming, assicurati che tutti siano allineati con la tua visione del brand.
  • Evolvi con il mercato: Il tuo pubblico cambia, e tu devi cambiare con lui. Rimani aggiornato sulle tendenze e sii pronto a innovare.
Il branding è la chiave del successo

Il branding è un elemento fondamentale per realizzare obiettivi strategici, soprattutto nel mondo della musica dove il pubblico è sempre più esigente e distratto da mille stimoli. Un’immagine di brand forte, con una propria personalità può:

  • Condizionare la domanda e guidare le preferenze del pubblico;
  • Differenziarti dai competitor;
  • Creare una community di fan fedeli.
Una domanda per te

Come stai costruendo il tuo brand musicale? La tua immagine riflette davvero chi sei e dove vuoi arrivare?

Se hai bisogno di aiuto per definire la tua strategia di branding, per costruire una tua immagine solida e coerente, oppure vuoi scoprire come migliorare il tuo posizionamento nel mercato musicale, è il momento di agire. Parliamone nei commenti: raccontami la tua esperienza e quali sono le tue sfide. Condividere idee è il primo passo per migliorare.

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Business e Marketing della Musica: Tutto quello che musicisti, autori, manager, produttori ed editori devono sapere per vivere di musica

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Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
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Email per musicisti: mobile first è l’imperativo.

Per un musicista raggiungere e mantenersi in contatto con i propri fan attraverso i social è sempre più complicato. Tutte le app social riducono sempre di più la portata organica dei post e questo significa che il tuo messaggio viene visto da sempre meno persone. L’ email marketing è il sistema più accessibile per controbilanciare questa tendenza negativa: per mantenere un dialogo con chi ti conosce e anche per raccogliere nuovi estimatori.

Email per musicisti: mobile first è l'imperativo.

Ma anche la comunicazione via mail ha le sue regole e le sue strategie, oggi vedremo insieme l’approccio Mobile First, ovvero, come ottimizzare una mail perché sia agilmente fruibile da dispositivi mobili.

Il Mobile First non è una scelta, è una necessità

Pensa a quante volte controlli la posta elettronica dal tuo smartphone. Non sei il solo, più della metà della popolazione mondiale legge le email da un dispositivo mobile. Questo significa che ogni messaggio che invii deve essere non solo leggibile, ma perfetto su uno schermo piccolo.

Per questo seguire alcune regole base di design mobile-responsive ti aiuterà dare il massimo impatto ai tuoi messaggi:

  1. Leggibilità senza sforzo
    Testi principali tra 14-16 px e titoli almeno a 22 px. Non costringere il lettore a zoomare.
  2. CTA grandi e cliccabili:
    Un pulsante invisibile non serve a niente. Dimensioni minime? 44 x 44 px. Anche un clic mancato è una conversione persa.
  3. Landing page coerenti:
    Non basta ottimizzare l’email. Se il sito collegato non è mobile-friendly, hai sprecato tempo (e denaro).
  4. Testa tutto, sempre:
    Un layout perfetto sul desktop può essere un disastro sullo smartphone. Verifica ogni dettaglio.

Ma il design è solo una parte dell’equazione.

Scelte stilistiche che fanno la differenza

Hai mai aperto un’email e pensato: “Che pasticcio!”? È successo a tutti. Una cattiva scelta di font, troppi colori confusi, o semplicemente un design sovraccarico possono distruggere l’efficacia del tuo messaggio.

Scegliere il font giusto, per esempio, è come decidere il tono di una conversazione. Vuoi sembrare professionale? Affidati a font di sistema come Verdana o Times New Roman. Vuoi qualcosa di moderno? Prova Roboto o Montserrat, ma abbina sempre un’alternativa universale.

E ricordati: meno è meglio. Non usare più di due font diversi, uno per il testo e uno per i titoli. Se vuoi essere sicuro che tutto sia armonico, strumenti come Google Fonts possono diventare i tuoi migliori amici.

Il Copy: la ciliegina sul design

Un’email bellissima ma vuota è inutile. Ma il copy per le email non è come scrivere un articolo. È un’arte che richiede precisione:

  1. Testo breve e incisivo:
    Le persone non leggono, scorrono. Usa elenchi puntati e titoli accattivanti per mantenere alta l’attenzione.
  2. Personalizzazione intelligente:
    Usa dati come il nome o le preferenze del cliente per creare messaggi che sembrino scritti apposta per lui.
  3. CTA irresistibili:
    Ogni email ha un obiettivo. Che sia un clic, l’acquisto di un biglietto o un download, rendilo chiaro e facile da raggiungere.

La personalizzazione non è un extra, è il cuore di un’email che converte. Sfruttare contenuti dinamici può fare la differenza. Mostra prodotti specifici, premi fedeltà o offerte su misura per ciascun cliente. I numeri parlano chiaro: le email personalizzate hanno un tasso di click-through del 19%, ben al di sopra della media.

Accessibilità: il design per tutti

Non dimenticare mai che il tuo pubblico è variegato. Non tutti vedono i colori nello stesso modo o possono leggere testi piccoli. Ecco alcune regole d’oro:

  • Usa testo ALT per descrivere le immagini. È essenziale per gli screen reader.
  • Garantisci un contrasto elevato. Il testo deve essere leggibile anche in condizioni di luce sfavorevole.
  • Dimensioni dei caratteri e spaziatura: i tuoi lettori non devono strizzare gli occhi per capire il messaggio.
  • Scrivi link chiari e descrittivi. Un generico clicca qui non dice niente.

Seguendo questi principi, non solo renderai le tue email accessibili a tutti, ma aumenterai anche la tua credibilità.

Email Marketing: il gioco è cambiato

L’email design non è solo una questione estetica, ma una strategia. Ogni elemento, dal font al pulsante CTA, contribuisce a raccontare una storia e portare il lettore verso un’azione. Ignorare questi dettagli significa perdere opportunità.

Metti alla prova ciò che hai letto: aggiorna subito i tuoi template. Sperimenta con i font, rivedi i tuoi CTA e testa l’aspetto delle tue email su diversi dispositivi. Ci sono diverse piattaforme che ti permettono di creare semplicemente campagne mail. Le più note sono GetResponse, Brevo e MailChimp: provale e vedi quale riponde meglio alle tue esigenze.

Se vuoi una consulenza su come costruire delle campagne mail per mantenere un contatto costante con i tuoi fan e raggiungerne di nuovi, contattami.

Vuoi approfondire?

Le due vie dell’Email marketing musicale

Email design per musicisti: l’intestazione

Email per musicisti: il design è strategia

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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Email per musicisti: il design è strategia

Prima di ogni cosa devi sapere che il design delle email non è solo “estetica”: è strategia. Se pensi ancora che il design delle email serva solo a rendere belle le tue newsletter, ti stai sabotando da solo. In un panorama digitale dove ogni giorno competi con decine di messaggi nella casella di posta del tuo pubblico, un design strategico non è un extra: è la tua arma segreta per catturare, coinvolgere e convertire.

E mail design per musicisti

Questo articolo esplora come ottimizzare il design delle email, trasformandolo in un’estensione perfetta della tua identità visiva e un motore per migliorare le tue conversioni. Ma attenzione: qui non parliamo di apparenze fini a se stesse. Parliamo di un design che funziona perché guida il lettore a cliccare, interagire e ricordare il tuo brand.

Il cuore di una campagna email efficace è il suo design. Non servono strumenti costosi o una laurea in grafica: bastano regole chiare e un approccio coerente. Ecco come puoi iniziare subito:

1. Coerenza visiva: parla con la tua identità di brand

Il logo in alto a sinistra o al centro, i colori che richiamano il tuo sito, i font che usi già nei tuoi materiali di marketing. La coerenza visiva non è una questione di estetica; è riconoscibilità. Quando un destinatario apre la tua email, deve sentirsi subito “a casa”.

Consiglio pratico: Usa strumenti come Coolors per creare palette cromatiche complementari che funzionino su tutti i dispositivi.

2. Testi e font: semplicità che conquista

Nessuno ama leggere muri di testo. Il tuo messaggio deve essere chiaro e leggibile, anche per chi apre l’email da uno smartphone.
– Limita l’uso dei font a due: uno per i titoli, uno per il corpo.
– Opta per caratteri leggibili, niente fronzoli che potrebbero distrarre.

3. Immagini: belle ma funzionali

Le immagini catturano l’occhio, ma devono essere ottimizzate per il web. Nessuno aspetterà che un file pesante si carichi. Inoltre, ricorda che molti utenti hanno il download automatico disattivato.
– Aggiungi un testo ALT a ogni immagine. In caso di blocco, il destinatario saprà cosa dovrebbe vedere.
– Usa GIF e video con parsimonia. Una GIF accattivante può attirare, ma evita animazioni lunghe e pesanti.

4. L’header: il tuo biglietto d’ingresso

Il 90% del successo della tua email dipende da cosa mostri “above the fold”, ovvero nella parte visibile senza scorrere. Un’intestazione efficace cattura subito l’interesse e invita a leggere.
Cosa non può mancare:
– Il tuo logo e una barra di navigazione, se utile.
– Un titolo chiaro e incisivo che riassuma l’offerta.
– Una CTA visibile (il bottone “Scopri di più” o “Acquista ora”).

5. ALTRI ACCORGIMENTI

Mobile first: è qui che vinci o perdi

La maggior parte delle email viene aperta da dispositivi mobili. Se il tuo design non è responsive, hai già perso. Testa sempre la leggibilità su schermi piccoli. Il testo deve essere grande abbastanza da essere leggibile senza zoom, i pulsanti devono essere cliccabili senza difficoltà.

Accessibilità: il tuo messaggio per tutti
Creare email inclusive non è solo un dovere etico, è una scelta strategica. Con un design accessibile, raggiungi un pubblico più ampio.
– Usa contrasti elevati per il testo.
– Fornisci alternative testuali per immagini e video.
– Evita caratteri troppo piccoli o intricati.

Logo nel client di posta: il futuro è già qui
Hai notato come alcuni brand mostrano il loro logo accanto al nome del mittente su Gmail? Questo è possibile grazie a tecnologie come BIMI. Certo, non tutti i provider supportano questa funzione, ma vale la pena prepararsi. Un logo visibile aumenta la riconoscibilità e la fiducia.

Immagini o testo: il giusto equilibrio
Non farti prendere dalla tentazione di costruire un’email interamente basata su immagini. I filtri antispam odiano le email senza testo e i tuoi lettori perderanno il messaggio se le immagini non si caricano. Segui questa formula:
– 60% testo
– 40% immagini

CTA: guida il lettore all’azione
Ogni email ha un obiettivo: cliccare, comprare, rispondere. La tua call-to-action deve essere impossibile da ignorare.
– Usa pulsanti grandi e visibili.
– Sii chiaro: “Scopri di più” funziona meglio di “Clicca qui”.

Conclusione: il design è il tuo strumento più potente
Ogni dettaglio di una newsletter può fare la differenza tra un click e un’email cestinata. Se non hai ancora ottimizzato il design delle tue email, stai lasciando soldi sul tavolo.

Allora, da dove inizi? Analizza la tua prossima email. Il logo è chiaro e visibile? L’header cattura l’attenzione? Il layout funziona bene su mobile? Applica almeno uno di questi suggerimenti e misura i risultati.

E ora tocca a te: qual è il più grande ostacolo che hai incontrato nel design delle tue email? Scrivilo nei commenti: confrontiamoci e troviamo insieme la soluzione.

Vuoi approfondire?

Le due vie dell’Email marketing musicale

Email design per musicisti: l’intestazione

Email per musicisti: il design è strategia

Email per musicisti: il mobile first è l’imperativo

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Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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marketing musicale personal branding social media social music marketing You Tube

Music video, nuovi media e viralità

Avendo vissuto l’esplosiva apparizione dei music video negli anni ’80, devo dirti che da allora ad oggi mi era sfuggito come il loro ruolo e la loro importanza si sia evoluta nel trascorrere degli anni.

Music video, nuovi media e viralità

Solo negli ultimi anni ho razionalizzato che oggi il video musicale è morto, rinato e poi trasformato in qualcosa di completamente nuovo. Non è più solo la semplice clip di un brano da 4 minuti. È un contenitore di esperienze, cultura e identità che tocca piattaforme come YouTube, Instagram, TikTok e persino i meme.

Se negli anni ‘80 MTV ha introdotto l’idea di far vedere la musica, oggi i nuovi media e il FaiDaTe permettono di ricodificare completamente il significato di un video, facendo spazio a contenuti che non si limitano a raccontare la canzone, ma che possono raccontare l’artista, le sue battaglie, o uno spaccato di vita.

È per un musicista essenziale capire come adattarsi a questi nuovi formati, altrimenti rischia di scomparire nella folla. Nel mondo attuale, infatti, la sola qualità della musica non basta. Se non riesci a trovare una voce visiva unica o un’esperienza che catturi e crei condivisione, il rischio è alto. Ciò che conta è far sentire che c’è un motivo dietro ogni visuale, dietro ogni movimento, dietro ogni scena.

Il successo di un video musicale non è più solo una questione di estetica o di produzione patinata; è una combinazione vincente di autenticità, estetica. Oggi un video musicale può essere anche un veicolo culturale di messaggi potenti, capace di amplificare cause sociali e non solo una promozione musicale. Questo quando un musicista vuol associare la sua musica ad una appartenenza ben precisa e non necessariamente politica o religiosa, tanto per capirci.

Nel corso degli ultimi anni, piattaforme come YouTube e TikTok hanno ridisegnato il panorama visivo e promozionale. Non serve avere un budget da superstar per creare un video virale; basta l’idea giusta per portare il pubblico a condividere e partecipare.

Ma perché alcuni video riescono ad attraversare confini culturali e geografici, mentre altri non fanno breccia? La risposta è nella costruzione di uno storytelling che sia riconoscibile e universale, ma che al tempo stesso offra qualcosa di unico.

Questa evoluzione rappresenta un’opportunità unica per i musicisti emergenti, i creativi e i marketer. Grazie alla cultura FaiDaTe e alla sperimentazione costante, le nuove generazioni hanno una libertà mai vista prima, non dovendo più aderire ai vecchi cliché del video musicale. Non è più necessario mostrare lussuose auto o danze coreografiche per attirare l’attenzione, anzi: il pubblico cerca autenticità e storie che riescano a coinvolgerlo realmente. I nuovi media permettono al video musicale di diventare un medium transmediale, capace di adattarsi ai diversi canali per amplificarne l’impatto.

Ecco quindi il punto: sei pronto a fare del video musicale un’esperienza completa, che rispecchi non solo il brano ma anche un messaggio, uno stile di vita o un’identità? Se sei un musicista, un marketer o un creativo, il consiglio è quello di guardare oltre i limiti tradizionali e di non farti spaventare dal FaiDaTe. Questo è il momento di sperimentare, di osare, di portare nuove idee sui social e sulle piattaforme digitali, creando qualcosa che il pubblico vorrà vedere e rivedere.

In un mondo dove la scoperta musicale avviene anche attraverso lo zapping su YouTube e il ritmo incessante dei reels di Instagram, il video musicale può diventare un potente strumento di connessione, capace di unire estetica e contenuto in una maniera unica.

Sei d’accordo? Quale pensi possa essere il prossimo passo per il video musicale?

Condividi nei commenti: come credi che il video possa reinventarsi per adattarsi a una generazione che scorre e swippa a ritmo di click?

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La storia della Black Music.

di Roberto Caselli

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Nella storia della musica nera lo spiritual e il blues rappresentano l’inizio di tutto, nascono come elaborazione esistenziale del singolo ma anche come reazione collettiva al dramma della schiavitù. Nel corso del tempo queste musiche si sono evolute in altre e altre ancora. Ma quali sono state le realtà sociali che ne hanno determinato la nascita e la diffusione? Qual è il denominatore comune che traccia il percorso di coscienza dell’afroamericano e della sua ribellione?La storia della Black Music indaga tra le pieghe di questi momenti storici ed esplora le motivazioni etiche, sociali e religiose che hanno dato origine a tutte le musiche che dai seminali spiritual e blues si sono sviluppate, per giungere – attraverso il jazz, il soul, il funky, il reggae e il rap – fino alla trap, ultima rilevante forma di espressione musicale inventata dalla comunità di colore. Le otto sezioni del libro sono arricchite dalle storie dei personaggi, degli album e degli avvenimenti di particolare rilievo, da immagini d’epoca e da un centinaio di schede di canzoni emblematiche, ascoltabili direttamente tramite QR code. L’opera è completata da contenuti online quali video, canzoni, fotografi e e approfondimenti relativi agli argomenti trattati nei diversi capitoli. Prefazione di Ronnie Jones.

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marketing musicale musicista professionista personal branding social music marketing superfan

Fan, Fandom e Superfan

Il tuo pubblico non è rappresentato dai numeri degli insight dei tuoi social o di Spotify for Artist: in realtà è molto di più. Il tuo pubblico è fatto di persone vere, reali, con una loro vita e le loro passioni, che siano poche o molte non importa, queste persone, sono i tuoi fan e messi tutti insieme formano un fandom: un insieme di persone che condivide la passione per la tua musica.

Fan, fandom e superfan

In realtà, il fan oggi ha più di una semplice passione per un prodotto mediale. Spesso la sua è una dichiarazione d’identità, un atto di appartenenza a un gruppo che trascende il semplice consumo passivo di musica. Ma che cos’è veramente il fandom e perché oggi è così rilevante, in particolare nel contesto musicale?

Il punto di partenza è che non esiste una definizione univoca di fan.

Essere fan di un musicista o di un genere musicale può significare essere ossessionati, entusiasti o semplici consumatori passivi di contenuti. Non devi commettere l’errore di vedere i fan come un blocco monolitico, ma piuttosto un insieme eterogeneo di individui che vivono il loro rapporto con la musica in modo diverso. La grande domanda però rimane: attraverso quali meccanismi le persone possono diventare tue fan?

La risposta è meno immediata di quanto sembri.

Un’individuo non diventa fan per scelta consapevole, almeno non all’inizio. Il momento dell’adesione al fandom di un musicista, è qualcosa che avviene quasi senza accorgersene, spesso a seguito di un’esperienza emotiva forte durante un concerto o nell’ascolto della musica. Capire cosa scatena l’emozione nei fan è la chiave per costruire un legame duraturo tra musicista e pubblico.

Tieni presente che i  fan creano connessioni emotive non tanto al musicista, ma all’esperienza emotiva che la sua musica riesce a suscitare.

Quando ascoltando una canzone che ti trasporta in un altro mondo, stai sperimentando quella stessa connessione che ti farà tornare su Spotify per riascoltarla ancora e ancora. Ed è proprio su questa esperienza che devi mettere al centro delle tue strategie di marketing musicale.

Non si tratta solo di vendere un tuo disco, ma di creare un momento indimenticabile, che spinga il fan a condividere, a partecipare e, infine, a sostenerti in modo attivo.

Un altro aspetto centrale è il ruolo della comunità: il fandom.

Essere parte di un fandom è anche un fenomeno sociale. Un fandom è infatti un luogo, fisico o virtuale, in cui i fan si aggregano, creando comunità che sostengono l’artista e la sua musica spingendoli a nuovi livelli di popolarità. È il passaparola tra fan, la condivisione di video su YouTube o TikTok, e le discussioni sui social media che giocano un ruolo enorme nella diffusione di un artista o di una band. Il fandom può essere composto da diverse community  che alimentano il tuo successo duraturo nel tempo. Ignorare queste dinamiche sarebbe un grave errore.

Non devi dimenticare che i fan non si limitano al consumo passivo, spesso sono a loro volta anche creatori. I fan non si limitano a godere del prodotto, ma lo reinterpretano e lo diffondono attraverso le loro creazioni. Che si tratti di creare meme o realizzare cover, i fan partecipano attivamente al processo creativo, alimentando ulteriormente l’eco mediatica di un artista. Ed è proprio qui che entra in gioco questo concetto fondamentale: il fan non è solo un destinatario del messaggio, ma un co-creatore del brand dell’artista.

I fan non si limitano a consumare il prodotto in privato; lo rendono pubblico. Indossare la maglietta della propria band preferita o postare una storia su Instagram mentre si ascolta una nuova canzone sono atti performativi che segnalano la propria appartenenza a un gruppo. E in un mondo dominato dai social media, queste performance diventano contenuti virali che possono spingere un prodotto o un artista verso il successo globale. Quando l’impegno di un fan lo porta ad essere un potenziale ambasciatore del tuo brand, possiamo parlare di superfan.

I superfan sono le persone che non solo adorano un musicista, ma vogliono anche interagire con lui e dedicano quotidianamente del tempo per coltivare la loro passione. Per approfondire questo tipo di pubblico invito a leggere questi due articoli:

Il futuro dei musicisti è nei Superfan?

Il Superfan è in tendenza e lo sarà sempre di più.

C’è però una sfida: non tutti i fandom sono uguali, né tutti si manifestano allo stesso modo.

Devi anche tener presente che ci sono fan che esternano il loro amore e quelli che lo tengono per sé. Questa dinamica può essere sfruttata in modi diversi, ma il punto chiave è che un fan che si sente a proprio agio nel manifestare la propria passione sarà molto più propenso a diventare un evangelista del brand. La chiave sta nel creare uno spazio sicuro e accogliente, dove i tuoi fan possano esprimere liberamente il loro entusiasmo senza sentirsi giudicati.

Per questo sono importanti le community online, ben gestite, dove i fan possono aggregarsi, discutere e condividere la loro passione con persone che la pensano allo stesso modo.

Un’individuo diventa fan di un determinato genere musicale o di un musicista per una serie di fattori personali, culturali e sociali. Per questo è cruciale capire il tuo pubblico di riferimento. Significa comprendere non solo i gusti musicali, ma anche i valori, lo stile di vita e le aspirazioni del fan. Solo così si può creare una comunicazione efficace, che risuoni profondamente con il tuo pubblico e lo spinga ad agire.

Una delle poche cose certe è che il fandom non è qualcosa che può essere imposto o creato artificialmente. È il risultato di una connessione autentica tra il musicista, musica e il pubblico. È una forza potente, che può portare un artista dall’anonimato al successo planetario. Ma non si tratta solo di creare una buona canzone o di avere un’immagine accattivante. Si tratta di creare un’esperienza, una comunità, una connessione autentica.

E questa connessione è ciò che farà la differenza nel lungo termine.

La sfida è creare quei momenti di connessione che faranno scattare la scintilla. Come puoi fare questo? Prima di tutto, devi conoscere il tuo pubblico. Chi sono? Cosa amano? Cosa odiano? Solo allora potrai creare contenuti che parlino direttamente a loro, che tocchino quelle corde emotive che li faranno tornare, parlare e condividere.

Hai già tracciato un percorso per ottenere questi risultati?

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Gianni Sassi. Fuori di testa. L’uomo che inventò il marketing culturale.

di Maurizio Marino

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Gianni Sassi è stato il focus culturale della Milano degli anni Settanta e Ottanta. Figlio di un’epoca di grande fermento ma attivo in un periodo che si prestava particolarmente all’innovazione, alla trasgressione delle regole, alla creatività finalmente libera e protagonista, Sassi seppe esprimere il suo incontenibile talento in una molteplicità di campi, meritando il titolo di comunicatore multimediale ante litteram. Grafico di notevole inventiva, letterato, grande appassionato di musica e di arti visive e abile osservatore dei fermenti politici e culturali che agitavano violentemente la società italiana dei primi anni Settanta, Sassi ebbe gioco facile a cavalcare quell’esigenza di altenativismo che veniva espressa da certe frange dell’universo giovanile di quell’epoca, e con grande intelligenza fu abile a creare una vera e propria scena culturale, che aveva nella musica (arte d’aggregazione per eccellenza) il proprio collante sociale e il proprio elemento-guida. Ripercorrendo gli esordi con la Bla Bla Records, dove Sassi ebbe modo di produrre i primi album di Franco Battiato, e la lunga avventura della Cramps Records e degli artisti da lui lanciati (dagli Area di Demetrio Stratos a Eugenio Finardi, da Alberto Camerini agli Skiantos), è possibile rendersi conto dell’importantissimo ruolo-chiave da lui svolto nella storia della musica italiana alternativa tra anni Settanta e Ottanta.

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marketing musicale musicista professionista personal branding social music marketing

Il musicista non dovrebbe dimenticare di…

Nella mia esperienza nel mondo della musica ho acquisito poche certezze, ancor oggi sono sopratutto le domande il leit-motiv che rendono interessante il mio lavoro, di cui non mi piace dare nulla per scontato.

Il musicista non dovrebbe dimenticare di...

Una di queste poche certezze acquisite è che, il più delle volte, al musicista interessa solo la musica: interessa scrivere, comporre, arrangiare, suonare e interpretare e nulla più. Immagino sia lo stesso anche per te, è naturale.

Ma la verità è che se vuoi intraprendere una seria e duratura carriera musicale, devi acquisire una buona serie di competenze orizzontali, che ti aiuteranno a far decollare il tuo percorso artistico.

Nel nostro caso, non è che tu debba diventare un esperto di marketing, perché è di questo che stiamo parlando,  ma è bene che almeno tu conosca e tenga conto di alcuni passaggi chiave che oggi sono indispensabile per promuoverti come artista o per promuovere la tua musica.

Uno dei principali errori da evitare è quello di non commercializzare affatto la tua musica. Molti artisti, specialmente quelli emergenti, possono cadere nella trappola di credere che la qualità della loro musica parli da sola. Anche se avere brani ben prodotti è essenziale, senza una strategia di marketing efficace, anche le migliori canzoni possono rimanere inascoltate. La promozione della tua musica attraverso i canali giusti, rivolgendoti al pubblico giusto, utilizzando storytelling ,contenuti coinvolgenti in un contesto strategico per attrarre l’attenzione è indispensabile.

Un altro errore comune è trascurare la creazione di un brand personale. In un mercato musicale saturo, differenziarti dalla concorrenza è vitale. Devi lavorare sulla tua immagine e sulla tua narrativa per costruire un’identità riconoscibile. Questo include non solo l’aspetto visivo, ma anche il messaggio che vuoi trasmettere attraverso la musica,  comprese le interazioni con i fan. Senza un brand ben definito, rischi di essere dimenticato in mezzo a una folla di talenti.

In pratica, è la mancanza di interazione con il pubblico l’ errore da evitare. I social media offrono una piattaforma unica per connettersi con i fan per costruire una comunità attorno alla tua musica. Ignorare queste opportunità porta inevitabilmente a una disconnessione tra l’artista e il suo pubblico. È importante utilizzare i social media non solo per promuovere la musica, ma anche per condividere momenti personali, rispondere ai commenti e coinvolgere i fan in modo autentico.

Un errore spesso sottovalutato è non analizzare i risultati delle proprie campagne di marketing, ovvero, impegnarti in attività promozionali senza prendere il tempo necessario per valutare l’efficacia delle tue strategie. Monitorare le metriche chiave come le visualizzazioni, le interazioni e le vendite ti consente di capire cosa funziona e cosa no, permettendoti di adattare le strategie in base ai dati raccolti. Senza questa analisi, rischi di ripetere gli stessi errori senza apprendere dai fallimenti.

Inoltre, è cruciale non trascurare i diritti d’autore quando si utilizza la musica in contesti commerciali o promozionali. Ignorare le leggi sui diritti d’autore può portare a gravi conseguenze legali e danni alla tua reputazione. È fondamentale assicurarsi di avere le licenze appropriate per utilizzare brani protetti da copyright e considerare l’uso di musica royalty-free quando necessario.

Un altro errore significativo è non rimanere aggiornati sulle tendenze musicali e sulle preferenze del pubblico. La musica è un campo in continua evoluzione e ciò che era popolare un anno fa potrebbe non esserlo più oggi. Devi essere proattivo nel seguire le tendenze attuali e adattarti di conseguenza, assorbendo quello che più si adatta al tuo essere, al tuo stile musicale.

In conclusione, il marketing musicale richiede attenzione ai dettagli e una pianificazione strategica per evitare errori comuni che possono ostacolare la tua carriera. Dalla creazione di un brand forte all’interazione attiva con il pubblico, ogni aspetto del marketing deve essere curato con attenzione. Analizzare i risultati delle tue strategie e rimanere aggiornato sulle tendenze del settore sono pratiche fondamentali per costruire una carriera musicale duratura e di successo. Evitare questi errori non solo migliora la tua visibilità ma contribuisce anche a creare un legame autentico con il pubblico, elemento essenziale nel mondo della musica contemporanea.


La rivolta dello stile. Tendenze e segnali dalle subculture giovanili del pianeta Terra

di di Stefano Cristante, Angelo Di Cerbo, Giulio Spinucci
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È il 1983 quando viene pubblicata la prima edizione del libro “La rivolta dello stile”, con il quale si pone in Italia l’urgenza di capire le culture giovanili degli anni Novanta, gli eredi dei Ted Boy, degli Skinhead, dei Mod, dei Punk. Dal Centre for Contemporary Cultural Studies di Birmingham, il primo centro di ricerca rivolto all’indagine delle subculture, nel corso dei decenni si afferma una corrente di studio capace di leggere l’antagonismo simbolico e la critica della cultura dominante che trova espressione nello street style, nella creatività, nelle forme artistiche. Questo libro continua a offrire gli strumenti per comprendere le espressioni della radicalità fondate sullo stile che, a partire dagli anni Ottanta, si affermano in Gran Bretagna e via via attraversano il continente europeo, e non solo. Attraverso testimonianze dirette, materiali unici e interpretazioni critiche, il libro racconta le esperienze di una gioventù ribelle che nella moda, nella musica e nella creatività va alla ricerca di forme di aggregazione che sono ancora le nostre.

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