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Spotify Loud & Clear 2024: Tutto bene, ma anche no.

Spotify ha pubblicato il rapporto annuale Loud & Clear 2024, e i numeri parlano chiaro: la piattaforma continua a essere il principale distributore di royalty nel mondo dello streaming. Ma la domanda resta: questo modello sta davvero funzionando per tutti?

Spotify Loud & Clear 2024: Tutto bene, ma anche no.

Il panorama economico: chi vince e chi perde

Nel 2024, quasi 1.500 artisti hanno generato oltre 1 milione di dollari solo da Spotify, con un guadagno che supera i 4 milioni includendo altre fonti di revenue. Ma ecco il dato che colpisce: l’80% di questi artisti non ha mai visto una propria canzone entrare nella Global Daily Top 50. Questo significa che il successo nell’era dello streaming non è più esclusiva delle major e dei grandi nomi. Il pubblico decide, gli algoritmi aiutano e gli artisti indipendenti con fanbase solide possono prosperare.

Tuttavia, la nuova politica two-tier di Spotify, che fissa a 1.000 stream annui la soglia minima per ricevere pagamenti, solleva dubbi: favorisce davvero la sostenibilità degli artisti emergenti o li penalizza ulteriormente?

Streaming GLOBALE: nuove opportunità

Un altro dato interessante riguarda la crescita del mercato globale. Oltre la metà degli artisti che hanno generato più di 1.000 dollari ha guadagnato la maggior parte dei propri ricavi da ascoltatori esteri. Inoltre, il numero di artisti che guadagnano almeno 1 milione di dollari ha prodotto musica in 17 lingue diverse, più del doppio rispetto al 2017.

Cosa significa tutto questo? Che la strategia di espandere la propria fanbase oltre i confini nazionali non è più un’opzione, ma una necessità. Collaborare con artisti stranieri, adattare il proprio marketing ai mercati globali e comprendere le dinamiche di ascolto internazionale sono elementi chiave per chiunque voglia sfruttare al massimo il potenziale dello streaming.

Il dominio degli indipendenti: realtà o illusione?

Spotify afferma che gli artisti indipendenti e le etichette off-major hanno incassato collettivamente oltre 5 miliardi di dollari nel 2024, rappresentando quasi la metà delle royalty totali della piattaforma. Questo dato conferma la crescita degli indipendenti, ma non significa automaticamente che sia più facile avere successo.

L’enorme volume di musica caricata ogni giorno su Spotify crea un paradosso: più artisti guadagnano, ma la percentuale di chi riesce a emergere si riduce. Il 100.000° artista in termini di ascolti ha visto le proprie royalty crescere da meno di 600 dollari nel 2014 a quasi 6.000 nel 2024. Ma è abbastanza per vivere di musica?

Il vero problema: il valore della musica

Spotify ha versato 10 miliardi di dollari all’industria musicale nel 2024, più di qualsiasi altra azienda. Ma il problema non è solo quanto viene distribuito, bensì come. Gli accordi tra DSP e major determinano ancora gran parte delle ripartizioni, e gli artisti vedono solo una frazione di questi guadagni. La situazione è migliorata rispetto al passato, ma la questione della trasparenza e della giusta remunerazione resta centrale.

Cosa significa per te, artista o professionista musicale?
  1. Non basta caricare musica e sperare: la promozione e la costruzione di una fanbase solida sono più importanti che mai.
  2. Esplora nuovi mercati: le collaborazioni internazionali possono moltiplicare le opportunità di guadagno.
  3. Diversifica le entrate: Spotify è solo una parte dell’equazione. Merchandising, sync, concerti e diritti editoriali sono fondamentali.

Il modello streaming è perfetto? No. È l’unico disponibile? No. Ma è quello con cui dobbiamo lavorare oggi. La vera domanda è: come puoi sfruttarlo al meglio?

Per un musicista esordiente il rischio di rimanere nella ruota del criceto è alto se non affronta in profondità le dinamiche dei mercati.

Se vuoi affrontare seriamente questi temi, sono a disposizione.
Anche per una chiacchierata.

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Questo è il marketing: Non puoi essere visto finché non impari a vedere

di Seth Godin

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Un marketing di cui andare fieri. Con i suoi libri Seth Godin ha ispirato milioni di lettori, professionisti, imprenditori e appassionati di marketing. Oggi racchiude il cuore della sua visione in un manifesto fresco, rigoroso e diretto.“Il marketing è tutto intorno a noi” dice Godin “ed è ora di farne un uso migliore.” È ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere i problemi della propria azienda e di cominciare a usare il marketing per risolvere i problemi della gente. È ora di smetterla di raccontare frottole, inondare di spam le caselle di posta dei clienti e sentirsi in colpa per il proprio lavoro. È ora di smetterla di confondere le metriche dei social media con le autentiche relazioni. È ora di smetterla di spendere soldi per rubare un minuto di attenzione al cliente. Fare marketing vuol dire migliorare il mondo. Il vero marketing affonda le sue radici nella generosità, nell’empatia e nella partecipazione emotiva. Fare buon marketing significa identificare la più piccola nicchia di mercato capace di sostenere il proprio business. Costruire fiducia e consenso. Adottare le narrazioni già in uso tra i propri clienti. Trovare il coraggio di creare e alleviare la tensione. E soprattutto dare agli altri strumenti, storie e percorsi che li aiutino a raggiungere i propri obiettivi.

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Appunti sulla contratti musicali.

Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guaiI migliori, in questo campo siamo noiÈ una ditta specializzata, fa un contratto e vedraiChe non ti pentirai
(Il Gatto e La Volpe – Edoardo Bennato)

Parlando di musica, spesso si parla di creatività, di arte, di passione. Quasi mai si parla di mercato e tanto meno di contratti, che sono strumenti indispensabili per il musicista che non vuole svendersi in un settore in cui girano molti, ma veramente molti soldoni.

Appunti sui contratti musicali

Senza un contratto ben scritto, anche la migliore carriera musicale può trasformarsi in un incubo. Oggi ti dirò quel poco che conosco sulla contrattualistica musicale, un’argomento che ti invito ad approfondire e ad affrontare con consulenti competenti qualora fosse necessario.

Contratti tra membri di una Band

Se hai una band, il primo passo è mettere tutto nero su bianco. Un contratto tra i membri stabilisce regole chiare su:

  • Divisione dei guadagni;
  • Proprietà del nome della band;
  • Responsabilità per strumenti e attrezzature;
  • Diritti sulle canzoni.

Pensaci: cosa succede se un membro lascia il gruppo? Chi detiene i diritti delle canzoni? Un contratto previene discussioni e battaglie legali inutili.

Trasferimento dei Diritti: Chi possiede cosa?

Se sei un solista e lavori con musicisti ospiti, assicurati di stipulare un contratto che chiarisca il trasferimento dei diritti. Questo include:

  • Permessi di utilizzo delle registrazioni;
  • Modalità di pagamento;
  • Eventuali royalties future.

Un accordo scritto evita che un musicista ospite possa reclamare i diritti di una canzone dopo il successo. Non solo, ho  visto bloccare una produzione già andata in stampa solo perché, per distrazione, a un musicista non avevano fatto firmare una liberatoria.

Contratti con le Società di Gestione Collettiva.

Vuoi guadagnare dai tuoi brani? Devi registrarti presso una società di gestione collettiva (SIAE, GEMA, SUISA) che raccoglie le royalties per te. Questo contratto:

  • Assicura che tu venga pagato per ogni utilizzo della tua musica;
  • Protegge i tuoi diritti d’autore a livello globale;
  • Definisce chi nella band riceverà le quote di copyright.

E questo non basta, chiudi un accordo anche con società come Nuovo IMAIE o It’s Right, che si occupano della tutela dei diritti connessi dovuti allo sfruttamento di opere audiovisive e musicali  trasmesse via radio, tv, web, esercizi pubblici.

Contratti con le Etichette Discografiche

Firmare con un’etichetta è il sogno di molti artisti, ma attento ai dettagli:

  • Durata del contratto (evita impegni eccessivamente lunghi);
  • Percentuali sulle royalties;
  • Chi possiede le registrazioni;
  • Detrazioni nascoste.

Molte etichette cercano di vincolare gli artisti per anni, limitando la loro libertà creativa. Altre fanno addirittura di peggio. Prima di firmare, consulta un esperto! Non avere timore, se la tua musica è veramente buona, l’etichetta non vi rinuncerà.

Contratti di Distribuzione

Oggi puoi distribuire la tua musica senza etichetta, grazie a piattaforme digitali. Ma se scegli un distributore, verifica:

  • Durata del contratto;
  • Commissioni e guadagni;
  • Se trasferisci o meno i diritti della tua musica.

Alcuni distributori offrono pacchetti senza obblighi, garantendoti maggiore flessibilità. Altri hanno dei costi che devi valutare con attenzione.

Contratti per le Esibizioni dal Vivo

Ogni concerto ha bisogno di un contratto. Deve includere:

  • Cachet e metodo di pagamento;
  • Condizioni di cancellazione;
  • Spese di viaggio e logistica;
  • Eventuali richieste speciali dell’artista.

Senza un accordo chiaro, rischi di non essere pagato o di affrontare spese impreviste.

Contratti di Produzione e Remix

Se collabori con produttori o remixer, il contratto deve chiarire:

  • Tipologia di pagamento (una tantum o royalties);
  • Chi possiede i diritti sul remix;
  • Durata dell’accordo.

Senza un contratto, il tuo remix potrebbe finire nelle mani sbagliate.

Gestione Artistica e Booking

Un manager può aiutarti a crescere, ma il contratto deve essere equilibrato. Attenzione a:

  • Percentuali sui guadagni;
  • Durata dell’accordo;
  • Attività specifiche del manager.

Un cattivo contratto di management può bloccarti per anni facendoti perdere tempo ed occasioni.

Contratti di Licenza Musicale

Se la tua musica viene usata per film, pubblicità o videogiochi, hai bisogno di un contratto di licenza che deve chiarire:

  • Uso specifico del brano;
  • Durata della licenza;
  • Pagamenti e diritti.

Questo è un’altro genere di contratti che richiede molta attenzione ed è uno dei più ambiti perché in genere è molto remunerativo. Non firmare mai alla leggera.

Il mondo della musica è affascinante, ma senza contratti chiari, puoi perdere soldi e diritti sulle tue stesse creazioni. Ogni artista deve conoscere questi documenti e, quando necessario, rivolgersi a un consulente legale.

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Perché applicare il branding alla musica

Il valore del tuo brand, del tuo nome, di come il pubblico ti conosce e ti ricorda, non è un numero astratto, ma una leva strategica fondamentale che determina il tuo successo sul mercato. La questione non è solo quanto vale un marchio, ma come si costruisce e si sfrutta il suo valore per generare profitto e fedeltà tra gli ascoltatori.

Perché applicare il branding alla musica

Perché il valore del brand conta davvero?

Immagina di dover scegliere tra due prodotti o servizi simili: uno con un nome riconosciuto e uno senza una forte identità. Per quale sei disposto a pagare di più? Questo è il primo segnale di quanto un marchio influenzi il comportamento d’acquisto. Il valore della marca si traduce in un vantaggio competitivo capace di sostenere prezzi più alti, fidelizzare clienti e proteggere dalla concorrenza.

In generale, vengono identificate almeno quattro teorie principali per misurare il valore di un brand:

  1. Differenziale di prezzo: Quanto i consumatori sono disposti a pagare in più per un marchio rispetto a un concorrente anonimo?
  2. Impatto del nome sul consumatore: Il potere del nome del brand nell’influenzare la preferenza d’acquisto. Nel nostro caso la preferenza d’ascolto.
  3. Costo di sostituzione: Quanto costa creare un marchio nuovo con lo stesso valore di uno esistente?
  4. Profitti futuri: Quanto il brand contribuirà ai guadagni nel lungo periodo?
La fedeltà del cliente: la vera moneta del brand

Uno degli aspetti più importanti è la fedeltà del cliente. Se un ascoltatore torna ad ascoltare la tua musica, a godersi un tuo live senza guardare le offerte della concorrenza, hai già vinto la partita. Un brand forte non solo attira clienti, ma li trattiene, riducendo il rischio di perdere quote di pubblico a fronte di variazioni di prezzo o strategie aggressive dei competitor.

Il ruolo del marketing musicale nel branding

Nel settore musicale, il valore del brand è ancora più evidente. Gli artisti non vendono solo canzoni, vendono un’identità, un’emozione, un’esperienza. I fan non seguono solo la musica, ma la storia e il messaggio dietro al brand dell’artista. Da qui l’importanza di una strategia di marketing che costruisca un’identità solida e riconoscibile.

Come puoi sfruttare queste strategie?
  • Chiediti: il pubblico sarebbe disposto a pagare di più per il mio prodotto rispetto a un concorrente? Se sei un esordiente, chiediti se il pubblico sarebbe disposto a pagare un bigllietto per venirti ad ascoltare.
  • Se sei un musicista o un professionista dell’industria musicale, lavora sulla tua identità di marca come faresti con un’azienda: coerenza, storytelling e valore percepito sono fondamentali.
  • Analizza la tua base di clienti: quanto sono fedeli al tuo brand? Quanto sei vulnerabile alla concorrenza?
Il valore del tuo brand sta crescendo o diminuendo?

Costruire un brand significa costruire un rapporto di fiducia con il pubblico e con i professionisti del settore. Significa trasmettere e comunicare questo status raggiunto con duro lavoro e con serietà professionale. Quali strategie stai adottando per aumentare il valore del tuo brand? Condividi la tua esperienza nei commenti!

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Musica: il posizionamento è la chiave.

In un mondo discografico inflazionato da nuove produzioni e controllato dall’invadenza delle major il pubblico è più distratto che mai, il posizionamento dell’artista non è solo una strategia di marketing: è la chiave di volta per emergere. Se non sei chiaramente percepito, è come se non esistessi. Ma cosa significa davvero posizionare un artista musicale e come puoi farlo nel modo più efficace?

Musica: il posizionamento è la chiave.

Il posizionamento è il modo in cui vieni percepito nella mente dei consumatori rispetto alla concorrenza. Non si tratta solo di uno slogan accattivante o di un logo ben disegnato: è la combinazione di tutti quegli attributi, benefici e valori percepiti che ti definiscono.

Il posizionamento è una forma di vantaggio competitivo che rende il processo decisionale dell’ascoltatore, del fruitore di musica, più rapido e intuitivo. Quando la tua presenza è forte, ben posizionata e identificabile nella mente del pubblico, viene scelta senza esitazione, fidandosi del valore percepito, anche senza un’analisi approfondita del tuo prodotto musicale.

Ma qui nasce il vero problema: in un mercato saturo, come puoi distinguerti davvero?

Esistono diverse modalità per posizionare un artista musicale, ognuna con i propri punti di forza. La scelta della strategia giusta dipende non solo dalla tua musica, ma anche dal pubblico a cui ti rivolgi. Ecco alcune delle più efficaci:

Posizionamento sugli attributi
Metti in evidenza le caratteristiche uniche e funzionali della tua produzione musicale. Ma attenzione: gli attributi possono essere facilmente copiati dalla concorrenza. Devi legarli in modo indissolubile alla tua immagine, trasformandoli in un segno distintivo;

Posizionamento sui benefici

Qui entra in gioco il lato emotivo. La tua musica rappresenta uno stile di vita, un’esperienza o un valore. Il tuo essere artista deve essere coerente con ciò che suoni e canti, con il messaggio che è insito nella tua musica

Posizionamento sul value for money

In questo caso, combini qualità e prezzo, offrendo un prodotto che giustifica ogni centesimo speso. Questo approccio è perfetto per consumatori pragmatici che cercano il massimo valore senza sacrificare la qualità. Questo è un ottimo approccio se vuoi affidare la tua musica a supporti fisici ben confezionati.

Posizionamento sul problem solving

La tua musica risolve un problema specifico per il consumatore. Questo posizionamento costruisce fiducia e fidelizzazione a lungo termine. Se diventi il “go-to” per risolvere un’esigenza, diventerai sinonimo di affidabilità.

Posizionamento sull’occasione d’uso

La tua musica si lega a un momento o a un bisogno specifico. È una strategia più di nicchia ma incredibilmente potente, soprattutto quando riesci a creare un’associazione forte con situazioni ricorrenti.

Perché gli ascoltatori scelgono te (o altri)

Il valore percepito di un artista, la sua autorevolezza, non si basa solo sulla sua musica, ma su una combinazione di fattori che lo rendono riconoscibile e memorabile:

  • Fedeltà
    I tuoi clienti ti scelgono ripetutamente e diventano i tuoi migliori ambasciatori, grazie al passaparola;
  • Notorietà:
    Un musicista noto rassicura i consumatori. È semplice: più sei conosciuto, più sei scelto;
  • Qualità percepita:
    Non serve che il pubblico conosca ogni dettaglio tecnico della tua musica; conta ciò che credono di sapere. Questa percezione ti permette anche di giustificare il prezzo più alto rispetto altri (ad esempio nei live o nel cachet per una serata);
  • Associazioni di valore:
    Che sia uno stile di vita, un personaggio famoso o un’occasione d’uso, le connessioni esterne rinforzano la tua figura artistica e la rendono unica e difficile da replicare.

Ora che abbiamo chiarito le basi del posizionamento, è il momento di trasformare la teoria in azione. Ecco alcune domande chiave che dovresti porti:

  1. Qual è il tuo pubblico di riferimento? Non puoi essere tutto per tutti. Definisci il tuo target in modo preciso.
  2. Cosa ti rende unico? Individua il tuo elemento distintivo e costruisci il tuo posizionamento attorno ad esso.
  3. Il tuo messaggio è coerente? Dalla comunicazione visiva al tono di voce, ogni aspetto del tuo brand deve riflettere il posizionamento scelto.
  4. Stai monitorando il mercato? Le preferenze dei consumatori cambiano, e così anche il tuo approccio deve adattarsi.

Nel panorama attuale, gli ascoltatori cercano autenticità e personalizzazione. Vogliono artisti musicali che rispecchino i loro valori, che parlino la loro lingua e che offrano esperienze su misura. Questo significa che il tuo posizionamento deve essere flessibile e autentico, capace di evolversi con il tuo pubblico.

Hai già un’idea chiara di come sei posizionato? Se la risposta è no, è il momento di agire. Inizia con un’analisi del mercato, del pubblico e dei tuoi punti di forza. Focalizzati su ciò che ti rende unico e costruisci una strategia coerente.

Ricorda: il posizionamento non è una tattica una tantum, ma un processo continuo. Devi monitorare, misurare e adattare costantemente la tua strategia per rimanere competitivo.

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L’unica guida PRATICA in Italia che permette agli Artisti di costruirsi delle basi solide per rendere sostenibile e duratura la propria carriera musicale. Non è la semplice lettura che ti spiega come aumentare la visibilità, bensì è un manuale passo passo che ti aiuta a costruire un Brand, gestire ogni ambito della carriera musicale, capire quali fonti di entrata devi generare e il come farlo. È un vero e proprio corso che consente agli artisti di trasformare la propria passione in un lavoro passando dalla creazione di un Brand, alla gestione della fanbase fino ad arrivare alla monetizzazione musicale.Vivere di musica non sarà più solo un sogno grazie alle nozioni e gli esempi pratici riportati che hanno permesso già a decine di artisti di creare un’identità unica raggiungendo i propri obiettivi.

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Il 2024 visto da Chartmetric

Chartmetric è un servizio dedicato agli operatori dell’industria discografica, musicisti compresi, che raccoglie ed elabora informazioni sul mercato musicale, sulle tendenze e su i singoli artisti. Chartmetric sfrutta una vasta quantità di dati integrando miliardi di informazioni da vari servizi, fornendo analisi strutturate per aiutare gli utenti, inclusi artisti, manager e dirigenti del settore, a prendere decisioni informate.

Il 2024 visto da Chartmetric

Nel suo rapporto annuale in cui tira le somme dell’appena trascorso del 2024, Chartmetric ci consegna una vista panoramica completa della discografia mondiale che posso riassumere, in parte, così:

  • Sono salite a 130.000 le tracce pubblicate ogni giorno nelle app di streaming.
  • Con 11,3 milioni di artisti mappati e oltre 25,7 milioni di brani pubblicati solo nel 2024, la realtà è chiara: la musica cresce a ritmi vertiginosi, ma l’attenzione del pubblico no;
  • Per ogni superstar che conquista le playlist, migliaia di artisti emergenti lottano per un ascolto;
  • Intere librerie musicali rimangono nel limbo del silenzio digitale.

Chartmetric analizza i dati raccolti e segmenta gli artisti creando una piramide di notorietà che ci aiuta a capire meglio lo stato delle cose:

  • 818.000 artisti emergenti: appena visibili, spesso con pochi o nessun dato di performance;
  • 61.500 artisti in sviluppo: iniziano a costruire una presenza digitale, ma sono ancora lontani dal mainstream;
  • 8.500 artisti di livello medio: mostrano una crescita costante e un pubblico più fedele;
  • 2.800 artisti mainstream: dominano piattaforme, radio e social media;
  • 308 superstar: nuovi nomi come Katseye e FloyyMenor si affermano come icone globali;
  • 65 leggende: artisti con un’eredità musicale consolidata da decenni, tra cui Ella Fitzgerald e Julio Iglesias;
  • Solo il 14% degli artisti su Spotify ha più di 10 ascoltatori mensili.

Su una base di analisi che comprende 11,3 milioni di artisti mappati e oltre 25,7 milioni di brani pubblicati solo nel 2024, il risultato dimostra che la maggior parte della musica prodotta oggi rimane nell’oblio, vittima dell’economia dell’attenzione e del sovraccarico di contenuti.

Il paradosso dello streaming: tutto e niente

La democratizzazione della musica tramite lo streaming ha eliminato molte barriere d’ingresso, ma ha anche creato un sovraffollamento. Con 1691 generi musicali identificati quest’anno, il pubblico ha accesso a una varietà senza precedenti.

Ma quanto di questa offerta viene realmente scoperta e valorizzata

La realtà è che l’industria musicale, dalle major alle indie, si muove verso una super long tail, dove la maggior parte dei contenuti rimane lontana dai riflettori.

Ma non si tratta di un fenomeno nuovo: anche prima dello streaming, solo una piccola percentuale di artisti raggiungeva il successo, mentre molti altri restavano nell’ombra. La differenza è che oggi tutto è più visibile, più misurabile. E questo rende il fallimento ancora più evidente.

Come emergere nell’oceano digitale?

La domanda che bisogna porsi in questo contesto è nota: come posso farmi notare in un mercato così saturo? In verità la risposta non è semplice. Non lo è perché non esistono formule magiche che accorcino la via per il successo; ogni artista musicale ha la sua storia, ha un suo quotidiano ed un suo pubblico: non esistono dei metodi validi per tutti.
Esistono però delle strategie che possono essere adattate alle diverse situazioni e fare la differenza:

  • Conosci il tuo pubblico.
    Non puoi piacere a tutti, ma puoi diventare essenziale per qualcuno. Usa i dati per capire chi sono i tuoi ascoltatori e cosa cercano.
  • Punta sulla narrazione.
    La musica non è solo suono, è storia. Racconta il tuo percorso, i tuoi valori, il significato dietro le tue canzoni.
  • Investi nella tua presenza digitale.
    Non basta pubblicare una canzone e sperare che diventi virale. Pianifica contenuti sui social, collabora con altri artisti, sii attivo.
  • Sfrutta i micro-nicchie.
    Con 1691 generi mappati, c’è spazio per tutti, ma devi trovare il tuo. Non aver paura di essere specifico: le comunità più piccole possono essere incredibilmente fedeli.
  • Lavora sulla fidelizzazione.
    È meglio avere 1.000 fan fedeli che ascoltano ogni tuo brano piuttosto che inseguire numeri giganteschi senza connessione.
Cosa possiamo imparare dal report di Chartmetric?

Il problema non è la sovrabbondanza di musica, ma l’incapacità di gestire e valorizzare questa abbondanza.
Forse, come suggerisce il report, il futuro sarà quello del non-genere, dove i confini tra le categorie musicali si dissolvono e l’identità artistica diventa il vero punto focale. Questo potrebbe aprire nuove opportunità per gli artisti che riescono a distinguersi non solo con la musica, ma con una presenza autentica e coerente.

Cosa può fare il musicista oggi?

Come artista musicale nel report di Chartmetric non dovresti vedere solo un’analisi: è un campanello d’allarme.
Non basta che tu sia presente, devi essere rilevante.

Inizia con questi passi:

  1. Rivedi la tua strategia di comunicazione.
    I tuoi contenuti parlano davvero al tuo pubblico?
  2. Usa i dati a tuo vantaggio.
    Analizza le piattaforme che funzionano meglio per te e concentra lì i tuoi sforzi.
  3. Collabora con altri artisti o creator.
    L’unione fa la forza, soprattutto in un mercato frammentato.

Il mio lavoro consiste proprio nell’aiutare gli artisti musicisti a muoversi in questa realtà complessa, offrendo strategie e strumenti per muovere i primi passi in una realtà così articolata.

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email marketing marketing musicale musicista professionista personal branding superfan

Email per musicisti: il layout perfetto esiste?

Un’email, per un musicista, non è solo un messaggio: è la tua opportunità di comunicare, coinvolgere e, soprattutto, mantenere un contatto privilegiato con nuovi e vecchi fan. In questo contesto che il layout che scegli può fare la differenza tra un destinatario che clicca e uno che ti ignora? In questo articolo esploriamo una guida pratica al design delle email, con un focus su come i layout influenzano l’esperienza dell’utente e, di conseguenza, il tuo successo.

E mail per musicisti: il layout perfetto esiste?

Il piè di pagina: uno spazio strategico

Parliamoci chiaro: la maggior parte degli email marketer utilizza il footer come un riempitivo. Un paio di link obbligatori, i social media, e via. Ma stai sprecando un’occasione d’oro. Il piè di pagina può diventare un potente strumento per:

  • Rafforzare la tua identità di brand: includi una frase che rievochi i tuoi valori o un il tuo modo di vivere la musica.
  • Promuovere contenuti extra: utilizza questo spazio per portare i lettori verso il tuo sito, il tuo profilo Spotify o verso i tuoi social.
  • Offerte riservate: Premia i destinatari fedeli con contenuti nascosti a cui solo i destinatari delle mail possono accedere.
  • Umanizzarti: una tua foto, con una tua breve biografia artistica ed un saluto o un messaggio creano connessione.
Il layout giusto per le email: questione di strategia

Un design ben studiato non serve solo a fare scena. L’obiettivo principale è rendere il tuo messaggio facilmente leggibile e spingere all’azione. Ecco i layout più utilizzati e i loro pro e contro:

  1. Layout mono-colonna

    Questo formato è essenziale e versatile. Posiziona i contenuti uno sopra l’altro, creando un flusso naturale. È ideale per offerte specifiche o campagne che puntano tutto su una sola CTA (Call to Action). Inoltre, è perfetto per dispositivi mobili, dove ogni dettaglio deve essere chiaro e immediato.Pro: leggibilità semplice e ottimizzata per mobile.
    Contro: limita la creatività visiva.

  2. Piramide invertita

    Un layout strategico che guida lo sguardo dell’utente verso la tua CTA finale. Partendo da un’immagine o da un’intestazione ampia, restringe il focus fino al pulsante. Questo approccio è ottimo per chi vuole massimizzare i clic. Può esserti utile qualora vuoi indirizzare il pubblico verso la tua ultima uscita o verso il tuo nuovo video.Pro: orienta il lettore verso l’obiettivo principale.
    Contro: richiede una perfetta armonia tra grafica e contenuto.

  3. Zig-zag

    Quando hai più messaggi da condividere, il layout a zig-zag è il tuo miglior alleato. Alterna immagini e testo, mantenendo vivo l’interesse visivo. Ma attenzione: sui dispositivi mobili, il formato può risultare confuso se non è ottimizzato.Pro: dinamico e coinvolgente.
    Contro: può compromettere la leggibilità su schermi più piccoli.

  4. Due colonne

    Un mix tra semplicità e creatività, questo layout funziona per newsletter ricche di contenuti visivi. Tuttavia, su mobile potrebbe risultare meno efficace, poiché i blocchi vengono impilati verticalmente.Pro: struttura visiva accattivante.
    Contro: richiede molta attenzione al responsive design.

regole di base per un design EMAIL impeccabile

Anche il miglior layout fallisce senza una progettazione tecnica adeguata. Ecco alcuni principi fondamentali per garantire un’email efficace:

    >

  • Larghezza massima:600-640 px. Non importa quanto grandi siano gli schermi moderni, molti client di posta elettronica preferiscono layout più stretti.
  • Spaziatura e padding: il cosiddetto “spazio bianco” è il tuo miglior amico. Mantieni un padding laterale di 20-30 px e una distanza di 10-20 px tra sezioni per evitare un aspetto sovraffollato.
  • Ottimizzazione per dispositivi mobili: controlla sempre come appare la tua email su smartphone e tablet. Un messaggio che funziona su desktop potrebbe perdere leggibilità su schermi più piccoli.

Nota pratica:

un messaggio troppo lungo rischia di essere troncato da alcuni provider come Gmail. Se devi raccontare una storia, considera di portare il lettore su una landing page.

la coerenza tra contenuto e design

Che tu stia promuovendo un concerto, l’uscita di un nuovo album o un corso di formazione musicale, il tuo layout deve riflettere il messaggio. Un design minimalista funziona per una comunicazione urgente, mentre uno stile più elaborato è perfetto per un annuncio visivamente accattivante.

La progettazione delle email non è un’arte oscura, ma un mix di strategia, design e sperimentazione. Analizza i dati, prova nuovi layout e non aver paura di uscire dagli schemi. Ci sono diverse piattaforme che possono renderti la vita facile nel progettare email e gestirne le campagne. Se vuoi posso aiutarti, contattami liberamente.

Vuoi approfondire?

Le due vie dell’Email marketing musicale

Email design per musicisti: l’intestazione

Email per musicisti: il design è strategia

Email per musicisti: il mobile first è l’imperativo

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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marketing musicale musicista professionista

Musica: un 2025 di grandi mutamenti.

Per il mondo musicale il 2024 è iniziato con le restrizioni sulle royalty operate da Deezer, Spotify ed anche YouTube. Nel corso dell’anno l’ingombrante presenza di musica prodotta con IA generative si è fatta sempre più ingombrante e non può essere più ignorata; sempre riguardo le royalty, poche settimana fa, Harper Magazine ha pubblicato un’inchiesta che accusa Spotify di barare riempiendo le playlist con musiche di Ghost Artist con lo scopo di annacquare le quote pro-rata da destinare agli artisti reali.

La musica del 2025

Insomma, per gli artisti sconosciuti ed emergenti la via verso il successo e la popolarità si fa sempre più stretta e ardua. Il problema non è, non è mai stato, pubblicare la propria musica ma far sapere che lo si sta facendo.

Giunti a questo punto, cosa ci riserva il 2025? Come evolverà il settore musicale e discografico?

Innanzitutto sta sempre più mutando il rapporto tra etichette e artisti. Che si tratti di major o indipendenti, le etichette sono sempre meno editori, nel senso classico, e sempre più promoter discografici. In particolare le major stanno subendo una loro evoluzione interna che le porta a privilegiare musicisti che hanno già un’identità forte, un loro posizionamento nel pubblico, per poi lavorare sull’esistente e svilupparlo.

Le etichette indipendenti restano più propense al rischio ed alla sperimentazione di nuove strade e nuovi linguaggi musicali, ma dal canto loro faticano a farsi strada in questo mondo saturo di nuove proposte: siamo arrivati a 150.000 pubblicazioni giornaliere su Spotify a livello mondiale.

Questo significa che la patata bollente resta in mano all’artista che è sempre più un professionista freelance che, oltre a dedicarsi alla sua attività artistica, deve dedicare tempo alla gestione professionale e burocratica della sua attività.

Per il musicista del 2025 è imperativo produrre musica di qualità elevata, ma è altrettando imperativo avere una visione manageriale del proprio lavoro. Questo richiede una conoscenza del mercato musicale o del genere musicale, delle mode, delle tendenze, del mutare dei gusti del pubblico.

In molti concordano che le produzioni DIY sono destinate a rimanere marginali e sconosciute. A vincere saranno quegli artisti che sapranno circondarsi di persone capaci di aiutarli a costruire un percorso artistico originale e coerente e che sapranno investire risorse nel promuoversi adeguatamente, valorizzando il proprio lavoro e la propria figura artistica.

Il tempo degli improvvisati sembra proprio essere finito e chi non saprà adeguarsi resterà nell’infinita schiera di musicisti sconosciuti che altro non fanno se non arricchire Il Sistema con il loro desiderio di fama.

Sei interessato ad avere qualche approfondimento sullo stato delle cose nel settore discografico e nella musica dal vivo?
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email marketing marketing musicale musicista professionista personal branding tips & tricks

Email per musicisti: il design è strategia

Prima di ogni cosa devi sapere che il design delle email non è solo “estetica”: è strategia. Se pensi ancora che il design delle email serva solo a rendere belle le tue newsletter, ti stai sabotando da solo. In un panorama digitale dove ogni giorno competi con decine di messaggi nella casella di posta del tuo pubblico, un design strategico non è un extra: è la tua arma segreta per catturare, coinvolgere e convertire.

E mail design per musicisti

Questo articolo esplora come ottimizzare il design delle email, trasformandolo in un’estensione perfetta della tua identità visiva e un motore per migliorare le tue conversioni. Ma attenzione: qui non parliamo di apparenze fini a se stesse. Parliamo di un design che funziona perché guida il lettore a cliccare, interagire e ricordare il tuo brand.

Il cuore di una campagna email efficace è il suo design. Non servono strumenti costosi o una laurea in grafica: bastano regole chiare e un approccio coerente. Ecco come puoi iniziare subito:

1. Coerenza visiva: parla con la tua identità di brand

Il logo in alto a sinistra o al centro, i colori che richiamano il tuo sito, i font che usi già nei tuoi materiali di marketing. La coerenza visiva non è una questione di estetica; è riconoscibilità. Quando un destinatario apre la tua email, deve sentirsi subito “a casa”.

Consiglio pratico: Usa strumenti come Coolors per creare palette cromatiche complementari che funzionino su tutti i dispositivi.

2. Testi e font: semplicità che conquista

Nessuno ama leggere muri di testo. Il tuo messaggio deve essere chiaro e leggibile, anche per chi apre l’email da uno smartphone.
– Limita l’uso dei font a due: uno per i titoli, uno per il corpo.
– Opta per caratteri leggibili, niente fronzoli che potrebbero distrarre.

3. Immagini: belle ma funzionali

Le immagini catturano l’occhio, ma devono essere ottimizzate per il web. Nessuno aspetterà che un file pesante si carichi. Inoltre, ricorda che molti utenti hanno il download automatico disattivato.
– Aggiungi un testo ALT a ogni immagine. In caso di blocco, il destinatario saprà cosa dovrebbe vedere.
– Usa GIF e video con parsimonia. Una GIF accattivante può attirare, ma evita animazioni lunghe e pesanti.

4. L’header: il tuo biglietto d’ingresso

Il 90% del successo della tua email dipende da cosa mostri “above the fold”, ovvero nella parte visibile senza scorrere. Un’intestazione efficace cattura subito l’interesse e invita a leggere.
Cosa non può mancare:
– Il tuo logo e una barra di navigazione, se utile.
– Un titolo chiaro e incisivo che riassuma l’offerta.
– Una CTA visibile (il bottone “Scopri di più” o “Acquista ora”).

5. ALTRI ACCORGIMENTI

Mobile first: è qui che vinci o perdi

La maggior parte delle email viene aperta da dispositivi mobili. Se il tuo design non è responsive, hai già perso. Testa sempre la leggibilità su schermi piccoli. Il testo deve essere grande abbastanza da essere leggibile senza zoom, i pulsanti devono essere cliccabili senza difficoltà.

Accessibilità: il tuo messaggio per tutti
Creare email inclusive non è solo un dovere etico, è una scelta strategica. Con un design accessibile, raggiungi un pubblico più ampio.
– Usa contrasti elevati per il testo.
– Fornisci alternative testuali per immagini e video.
– Evita caratteri troppo piccoli o intricati.

Logo nel client di posta: il futuro è già qui
Hai notato come alcuni brand mostrano il loro logo accanto al nome del mittente su Gmail? Questo è possibile grazie a tecnologie come BIMI. Certo, non tutti i provider supportano questa funzione, ma vale la pena prepararsi. Un logo visibile aumenta la riconoscibilità e la fiducia.

Immagini o testo: il giusto equilibrio
Non farti prendere dalla tentazione di costruire un’email interamente basata su immagini. I filtri antispam odiano le email senza testo e i tuoi lettori perderanno il messaggio se le immagini non si caricano. Segui questa formula:
– 60% testo
– 40% immagini

CTA: guida il lettore all’azione
Ogni email ha un obiettivo: cliccare, comprare, rispondere. La tua call-to-action deve essere impossibile da ignorare.
– Usa pulsanti grandi e visibili.
– Sii chiaro: “Scopri di più” funziona meglio di “Clicca qui”.

Conclusione: il design è il tuo strumento più potente
Ogni dettaglio di una newsletter può fare la differenza tra un click e un’email cestinata. Se non hai ancora ottimizzato il design delle tue email, stai lasciando soldi sul tavolo.

Allora, da dove inizi? Analizza la tua prossima email. Il logo è chiaro e visibile? L’header cattura l’attenzione? Il layout funziona bene su mobile? Applica almeno uno di questi suggerimenti e misura i risultati.

E ora tocca a te: qual è il più grande ostacolo che hai incontrato nel design delle tue email? Scrivilo nei commenti: confrontiamoci e troviamo insieme la soluzione.

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Le due vie dell’Email marketing musicale

Email design per musicisti: l’intestazione

Email per musicisti: il design è strategia

Email per musicisti: il mobile first è l’imperativo

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apple music marketing musicale musica streaming

Apple Music e content marketing

Erede di iTunes, con il quale condivide l’infinito catalogo, Apple Music ha saputo ritagliarsi un ruolo unico nello streaming musicale puntando su contenuti curati e una personalizzazione che mira a distinguersi dalla concorrenza. Il focus di Apple è sempre stato mettere in primo piano la cura dei contenuti, una strategia che traspare fin dalla fase di registrazione dell’utente.

Apple Music e content marketing.

Al primo accesso, Apple Music indaga sulle tue preferenze musicali chiedendo quali artisti e generi preferisci, tutto attraverso un’interfaccia vivace e coinvolgente. Da quel momento, la sezione For You inizia a costruire playlist personalizzate, create da esperti del settore musicale che affinano le selezioni in base ai tuoi ascolti. Questo approccio umano, dove veri tastemaker creano la tua esperienza musicale, è una delle caratteristiche chiave con cui Apple Music vuole differenziarsi da Spotify.

Ma questa personalizzazione ha i suoi limiti.

Spotify offre un numero maggiore di playlist e metodi per scoprire nuovi artisti, ampliando di fatto le possibilità di trovare musica diversa. Apple, pur investendo molto nella qualità della selezione, sembra soffrire di una mancanza di varietà rispetto al concorrente. La cura del contenuto ha un prezzo: Apple Music rischia di limitare le opportunità per gli utenti di espandere i propri orizzonti musicali.

Apple Music Up Next è un’altra iniziativa interessante. Ogni mese, Apple Music promuove un nuovo artista emergente, anche attravesro gli Up Next Live, concerti dal vivo nei principali Apple Store dopo l’orario di chiusura. È un’opportunità per gli artisti di entrare in contatto diretto con i fan, portando la loro musica a un pubblico nuovo. È uno strumento di marketing intelligente che non solo aumenta l’esposizione dell’artista, ma rafforza anche il legame tra Apple e il mondo musicale.

Un aspetto poco noto ma altrettanto interessante è la funzione lyrics. Spotify l’ha introdotta più tardi, ma Apple Music ha sempre offerto la possibilità di visualizzare i testi dei brani, permettendo agli utenti di cercare una canzone digitando una frase del testo. Questo è un punto di forza per gli amanti della musica, che possono usare Apple Music come una vera e propria enciclopedia musicale.

Video musicali e contenuti extra sono un altro strumento che Apple ha aggiunto. Nella scheda Sfoglia puoi trovare video ufficiali e backstage che avvicinano i fan agli artisti, rendendo l’esperienza musicale più immersiva. Certo, non è una funzione centrale per uno streamer di musica, ma è un valore aggiunto, soprattutto per i fan più accaniti. Tuttavia, ci si potrebbe chiedere: in un mondo dove YouTube è il re dei video, serve davvero un’altra piattaforma che integra video musicali?

Il pezzo forte di Apple Music, però, è la sezione Radio.

Apple ha investito moltissimo in Beats One, la sua stazione radio live, che trasmette 24 ore su 24 con alcuni tra i migliori DJ e artisti internazionali a condurre programmi e interviste. A differenza di Spotify, che si basa su algoritmi, Apple punta sull’approccio umano per catturare l’attenzione degli utenti. Per i fan più fedeli, Beats One rappresenta un’esperienza che nessun algoritmo potrà mai replicare.

Questa attenzione alla dimensione umana può fare la differenza? Gli utenti preferiranno la quantità offerta da Spotify o la qualità curata da Apple? E tu, cosa hai scelto?

Ma sopratutto, rifletti se la tua musica possa trovare un maggior spazio tra il pubblico di Apple Music rispetto a quello di Spotify.

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La storia della Black Music.

di Roberto Caselli

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Nella storia della musica nera lo spiritual e il blues rappresentano l’inizio di tutto, nascono come elaborazione esistenziale del singolo ma anche come reazione collettiva al dramma della schiavitù. Nel corso del tempo queste musiche si sono evolute in altre e altre ancora. Ma quali sono state le realtà sociali che ne hanno determinato la nascita e la diffusione? Qual è il denominatore comune che traccia il percorso di coscienza dell’afroamericano e della sua ribellione?La storia della Black Music indaga tra le pieghe di questi momenti storici ed esplora le motivazioni etiche, sociali e religiose che hanno dato origine a tutte le musiche che dai seminali spiritual e blues si sono sviluppate, per giungere – attraverso il jazz, il soul, il funky, il reggae e il rap – fino alla trap, ultima rilevante forma di espressione musicale inventata dalla comunità di colore. Le otto sezioni del libro sono arricchite dalle storie dei personaggi, degli album e degli avvenimenti di particolare rilievo, da immagini d’epoca e da un centinaio di schede di canzoni emblematiche, ascoltabili direttamente tramite QR code. L’opera è completata da contenuti online quali video, canzoni, fotografi e e approfondimenti relativi agli argomenti trattati nei diversi capitoli. Prefazione di Ronnie Jones.

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marketing musicale musicista professionista social music marketing tips & tricks

Le due vie dell’eMail Marketing Musicale

Nelle prossime settimane mi dedicherò ad illustrare alcune buone pratiche riguardo all’email marketing. Il motivo è molto semplice: avere un contatto diretto con il tuo pubblico, senza l’intermediazione dei social, è il metodo migliore per mantenere un contatto privilegiato e duraturo con chi ama la tua musica.

Due vie per l'email marketing musicale.

I social hanno la tendenza di andare fuori moda (mai sentito parlare di MySpace?) o di andare in disgrazia (vedi X). Inoltre non sono un ambiente neutro, il pubblico dei social è sottoposto a continue distrazioni e il flusso di lettura potrebbe far perdere forza al tuo messaggio.

Perciò, perché non coccolare il tuo pubblico con messaggi personali in un ambiente protetto e privo di distrazioni come una mail?

Immagina di avere una canzone che potrebbe rivoluzionare il tuo percorso musicale, ma nessuno la ascolta. Ti sei mai chiesto perché alcuni artisti emergono e conquistano il pubblico, mentre altri, pur avendo talento, rimangono nell’ombra? La risposta risiede nella strategia di marketing.

Oggi esploreremo due approcci fondamentali: le campagne di email marketing per costruire autorevolezza e popolarità e le campagne di direct email marketing orientate alla vendita. Questi due metodi non sono solo diversi; sono essenziali per il successo di un artista nel panorama musicale contemporaneo.

Campagne di Email Marketing per Autorevolezza e Popolarità
L’obiettivo principale.

Le campagne di email marketing mirate a costruire autorevolezza e popolarità si concentrano sulla creazione di una connessione autentica con il pubblico. Qui non si tratta solo di vendere; si tratta di raccontare una storia, di condividere esperienze e di coinvolgere i fan in un viaggio musicale. Questo approccio è cruciale per gli artisti emergenti che cercano di affermarsi in un mercato saturo.

Strategia e contenuti
  1. Contenuti coinvolgenti: Inviare newsletter che non siano solo promozionali ma che offrano anche contenuti esclusivi, come dietro le quinte, interviste o storie personali. Questo crea un legame emotivo con i fan.
  2. Frequenza: Mantenere una frequenza regolare nelle comunicazioni è fondamentale. Non bombardare i tuoi iscritti, ma nemmeno lasciarli in silenzio per troppo tempo. Trova un equilibrio.
  3. Segmentazione: Utilizza la segmentazione per inviare messaggi personalizzati. Ad esempio, puoi inviare aggiornamenti diversi a chi ha partecipato a concerti rispetto a chi ha solo ascoltato la tua musica online.
  4. Call to Action (CTA): Ogni email dovrebbe avere una chiara CTA che incoraggi i lettori a interagire ulteriormente, sia che si tratti di ascoltare un nuovo brano, seguire sui social o condividere la newsletter.
Risultati attesi

Queste strategie non solo aumentano la tua visibilità, ma costruiscono anche una community attiva intorno alla tua musica. I fan diventano sostenitori e, nel lungo termine, questo porta a maggiori opportunità di vendita e collaborazione.

Campagne di Direct Email Marketing per Vendita
L’obiettivo principale

Le campagne di direct email marketing hanno un obiettivo molto più diretto: vendere. Che si tratti di supporti fonografici, streaming o merchandising, queste campagne sono progettate per convertire i lettori in acquirenti.

Strategia e contenuti

1. Offerte speciali: Includere sconti esclusivi o bundle speciali può incentivare l’acquisto immediato. Ad esempio, offri un pacchetto che include un album fisico e un accesso esclusivo a un concerto online.

2. Urgenza: Creare un senso di urgenza è fondamentale. Frasi come “Offerta valida solo per 48 ore” possono spingere i lettori ad agire rapidamente.

3. Design accattivante: Assicurati che le tue email siano visivamente attraenti e facilmente leggibili su tutti i dispositivi. Un design pulito e professionale riflette la qualità della tua musica.

4. Testimonianze e recensioni: Includere feedback positivi da parte di fan o critici musicali può aumentare la fiducia nel tuo prodotto e incoraggiare l’acquisto.

Risultati attesi

Le campagne dirette possono portare a vendite immediate e misurabili. Monitorando le metriche come il tasso di apertura, il tasso di clic e le conversioni, puoi ottimizzare continuamente le tue strategie per massimizzare i risultati.

Conclusione

In sintesi, comprendere le differenze tra queste due tipologie di campagne è fondamentale per ogni artista che desidera navigare con successo nel mondo della musica moderna. Mentre le campagne di email marketing aiutano a costruire una base solida di fan fedeli attraverso l’autorevolezza e la connessione emotiva, le campagne dirette si concentrano sull’azione immediata della vendita.

Ci sono molti servizi, anche gratuiti, che ti permettono di creare un tuo sistema di mail marketing. Se vuoi maggiori informazioni, se vuoi approfondire, lascia un commento o scrivimi via mail.

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Le due vie dell’Email marketing musicale

Email design per musicisti: l’intestazione

Email per musicisti: il design è strategia

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